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THE SOVEREIGN EUROPEAN

THE SOVEREIGN EUROPEAN

Affrontare il Dilemma delle Proteste Scolastiche Francesi

Writer: euro spirit
euro spirit
Oct 12
2 min read

12/10/2026

In tutta la nazione francese le proteste studentesche rivelano sia rivendicazioni legittime sfumate tra i giovani europei sia una crisi intrinseca di coesione nazionale che non può essere ignorata, indipendentemente dalle richieste dichiarate. Gli studenti delle scuole superiori hanno bloccato le scuole e marciato per settimane, chiedendo più insegnanti, edifici migliori e orari giornalieri più gestibili per migliorare l’equilibrio tra scuola e vita. Molte di queste preoccupazioni sono razionali e ragionevoli. Le giornate scolastiche secondarie francesi che si prolungano fino al tardo pomeriggio, combinate con compiti inconsistenti o ripetitivi, lasciano gli adolescenti esausti, mentre le strutture e gli insegnanti non sostituiti rappresentano fallimenti della governance di base. La gioventù del nostro continente merita scuole funzionanti. Inoltre, affrontare le ore eccessive e le carenze di personale è una stewardsip nazionale competente, ma essere onesti sulla piena portata di questo evento è l’unico modo per andare avanti per la coscienza europea contemporanea.


La violenza è scoppiata, con istituzioni francesi come scuole saccheggiate, stazioni di polizia attaccate, insegnanti aggressiti fisicamente e centinaia di arrestati. La legge e l’ordine devono rimanere non negoziabili. Lo Stato francese esiste per proteggere i suoi cittadini e le sue istituzioni, non per negoziare con chi brucia o blocca la proprietà pubblica. Lo spirito nazionale e l’anima della Francia, insieme alla storia e all’ascendenza condivise della sua cittadinanza, non devono affrontare una crisi fondamentale di instabilità ed erosione dall’interno. Di particolare preoccupazione è il ruolo di attori disonesti e potenzialmente non francesi che amplificano la tensione piuttosto che risolverla, infiltrandosi nel movimento per spingere agende lontane dalle condizioni in classe. Un’altra realtà di cui ha discusso il gruppo sovranista del Rassemblement National è la sovrarappresentazione di ragazzi delle scuole private d’élite e della ricchezza plutocratica nella propagazione del risentimento anti-francese associato alle proteste.



L’incapacità di Jean-Luc Mélenchon di definire la nazione francese e il suo popolo rappresenta una chiara illustrazione del problema più profondo in gioco qui. Ha a lungo insistito sul fatto che la Francia non è né una lingua né un popolo nazionale storico, ma semplicemente un’adesione sociale adottata a motti repubblicani astratti, descrivendo il paese come “universalista” piuttosto che come una nazione europea concreta. La versione di sinistra di una “nuova Francia” plasmata da livelli non divulgati di migrazione non consente alle masse di impegnarsi in una conversazione aperta e moralmente giusta su dove debbano essere posti i limiti nei processi relativi all’immigrazione. Questo rifiuto di riconoscere una comunità nazionale radicata in una lingua, cultura e continuità condivise mostra come i socialisti e i democratici liberali abbiano perso qualsiasi senso di obbligo verso il popolo francese reale. Lo stesso fenomeno appare in tutta Europa, dove i partiti di sinistra e di centro-sinistra trattano sempre più l’identità nazionale come opzionale piuttosto che fondamentale, pur mantenendo visioni contraddittorie riguardo ad altre comunità e nazionalità non europee.


Le richieste educative ragionevoli possono e devono essere soddisfatte attraverso una politica nazionale decisiva, ma qualsiasi tentativo di trasformarle in disordine permanente, o in un rifiuto della distinzione e dell’identità francese stesse, deve essere fermamente contrastato.

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